Torino è la città più profonda, più enigmatica e più bella, non d’Italia ma del mondo.

Giorgio De Chirico

Torino è una città magica. Una volta che la si conosce andando oltre la superficie, lo si scopre per davvero. E non è solo questione di essere appassionati di occultismo. La sua magia va oltre: è ovunque. È nella bellezza delle Alpi, che la circondano e che nelle giornate di cielo terso fanno da corona alla città, regalando panorami emozionanti. E’ nella sua storia: “cuore” pulsante del processo che ha portato all’Unità d’Italia, con un centro storico disseminato di architetture monumentali, che ricordano il suo ruolo centrale nei grandi eventi socio-politici degli ultimi secoli.

La magia però è anche, e soprattutto, nella cultura. Per molti anni Torino è stata collegata alla presenza – importante, fondamentale – della Fiat e delle sue fabbriche: una città-dormitorio abitata da operai, pronta a spegnersi la sera. Ma la Città è sempre stata un crocevia per la letteratura e per la cinematografia italiana (e lo è tutt’ora, con un numero di sale cinematografiche altissimo in relazione alla popolazione), così come per le arti drammatiche e l’opera.

Negli ultimi anni, con la riconversione industriale e i processi di delocalizzazione, la vocazione culturale è diventata la vera guida della città. Per precisa scelta. Una cultura non passiva e conservatrice, ma giocata ad altissimo livello di ricerca e contemporaneità: musei all’avanguardia nel saper combinare spessore storico-artistico ed appeal pop, una delle più importanti fiere europee dell’arte con innumerevoli fondazioni, musei e gallerie di rilevanza assoluta sparse sul territorio, una presenza nel campo della musiche contemporanee che non ha, semplicemente, uguali in Italia, sia per quantità che per qualità.

Torino parla il linguaggio del presente. Della messa in rete delle conoscenze. Della valorizzazione dei patrimoni storici e culturali. Dell’impresa capace di combinare imprenditorialità e cultura. Non è un caso che Movement (così come il suo “gemello” Kappa FuturFestival) sia nato e si sia sviluppato a Torino: dalle affinità elettive con Detroit, altra storica capitale dell’auto ma anche culla di alcune delle musiche più innovative e rivoluzionarie del ‘900 (techno in primis!), a uno spirito fatto di coraggio, capacità di innovare, di mettersi in gioco, di creare strategie e strutture che comunque sanno, e sempre sapranno, parlare il linguaggio della magia.