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Mai una rappresentanza femminile così folta al festival techno che si apre domani

Movement spinge al potere le donne. La terza edizione del festival techno torinese si svolge domani e sabato notte al Lingotto con un cast mai prima d’ora così ricco di presenze femminili. Quattro regine dominano la pista; ragazze giovani, virali in rete, in giro per il mondo da qualche stagione a questa parte con dischi, laptop, grinta e originalità. A intrecciarsi nella serata di venerdì saranno quattro avvincenti storie di successo maturate in un ambiente di solito identificato con la figura del dj maschio.

Ex fotomodella

Amelie Lens anni fa era una fotomodella a cui piaceva ballare la musica elettronica, ma adesso detta i ritmi in prima persona dalla consolle;  è belga come lei Charlotte De Witte, classe 1992 e già tenuta in palmo di mano dai più accreditati festival internazionali. Né scherza quanto a popolarità Nina Kraviz, siberiana trapiantata a Mosca che vola oltre i 700 mila seguaci sul profilo ufficiale Instagram. Infine lei, che se uno in questa galassia dice lei intende Ellen Allien, mamma in pectore di questa generazione. Con i suoi 50 anni la fuoriclasse tedesca è un esempio di intraprendenza e professionalità per le colleghe più giovani, che le riconoscono, tra i tanti meriti, le stimmate di fondatrice dell’etichetta BPitch Control, scuderia decisiva per lo sviluppo e la diffusione del suono e della cultura techno nel mondo.

Da tutto il globo 

Intorno alle presidentesse del ritmo fiorisce un ricco cartellone di ministri del suono. Lo spettro è ampio per provenienza, età e radici. Venerdì la bussola oscilla tra Est e Ovest: al dj set di Solomun, jugoslavo classe 1975 cresciuto ad Amburgo e diventato famoso facendo impazzire i club di una mecca techno qual è Ibiza, risponde il live di Waajeed, produttore della profetica Detroit approdato a quest’area sonora ed emotiva dopo un lungo viaggio nella black music, con un pedigree a prova di bomba nel sempre selettivo ambiente hip hop. Né occorre essere nati chissà dove per evocare testacoda geografici. Lo sa bene Ilario Alicante, tra i protagonisti la sera di sabato. Livornese, trent’anni, ama le suggestioni globaliste e le denuncia seriamente nei titoli delle sue produzioni, non certo folk ma rigorosamente techno: “Living Near Africa”, “Vacaciones En Chile” e così via. Latini veri sono invece i Martinez Brothers, due fratelli statunitensi under 30 cresciuti in quello scrigno di ritmi ossessivi che è il Bronx di New York; vecchio cuore stile salsa sudamericana e mente concentrata sul suolo di Detroit.

Cosmo gioca in casa

Detroit è la città sede del Movement originario, con cui la kermesse torinese è gemellata. Là è nato Derrick May, padreterno del genere, e opera il collettivo Underground Resistance, con lui al top di un programma del sabato che schiera ben tre live, firmati da Jon Hopkins, KiNK e Lone. Il formato dal vivo, infine, è stato scelto anche da Cosmo per chiudere nella stessa serata un’annata trionfale giocando in casa.